Lead generation in 7 semplici passi: trasforma contatti in clienti

Lead generation in 7 semplici passi: trasforma i contatti in clienti

Come iniziare a raccogliere contatti e inviare email in modo semplice: guida pratica alla lead generation

Introduzione

Se stai aprendo la tua attività o gestendo un piccolo business, sai bene quanto i social possano dare visibilità. 

Ma c’è un problema: i like e i follower non pagano le bollette

Senza contatti reali, sei sempre a rincorrere le persone, invece di farle arrivare a te.

Ecco perché raccogliere contatti è vitale

Significa avere un elenco di persone realmente interessate al tuo prodotto o servizio, a cui puoi parlare direttamente, senza intermediari, e costruire un rapporto di fiducia. 

Questo è il cuore della lead generation.

L’email marketing, in particolare, resta uno degli strumenti più efficaci e redditizi. 

Non dipende dagli algoritmi dei social, permette di inviare messaggi personalizzati, e ha un ritorno sull’investimento (ROI) che spesso supera qualsiasi altra forma di marketing digitale.

In questa guida ti mostrerò come partire subito, con strumenti semplici e pratici, senza complicazioni tecniche. 

Alla fine sarai in grado di creare il tuo primo modulo di iscrizione, inviare la prima email di benvenuto e iniziare a costruire una lista di contatti che può diventare il tuo primo vero patrimonio aziendale.

Alle radici della lead generation

L’idea di contattare potenziali clienti non è affatto moderna: già nel XV secolo, ad esempio, l’editore veneziano Aldus Manutius compilava cataloghi dei libri in vendita, mandandoli ai potenziali acquirenti.

 Nel corso dei secoli, questo strumento si è evoluto notevolmente: nel 1861, Pryce Pryce-Jones fondò il primo sistema moderno di vendita per corrispondenza, che entro il 1880 vantava oltre 100.000 clienti.

Il "padre" del direct marketing (e dunque della lead generation moderna)

Spesso si attribuisce a Lester Wunderman il titolo di “padre del direct marketing”. 

Fu lui, infatti, a coniare e definire ufficialmente il termine nel 1967 durante un discorso al MIT, oltre a ideare strumenti rivoluzionari come il numero gratuito 1-800, programmi di fidelizzazione, e le carte d’iscrizione per riviste. 

Queste innovazioni posero le fondamenta della lead generation come la conosciamo oggi: ovvero il processo strutturato di acquisizione di contatti interessati.

L'evoluzione nell'era digitale

Con l’avvento dei computer dagli anni ’60 e dei database, le aziende iniziarono a segmentare le liste di contatti e inviare campagne su misura.

 Negli anni ’80 e ’90, la diffusione dei computer personali e dell’email aprì nuove strade: dall’email marketing alle prime campagne banner. 

Con l’esplosione del web, SEO, content marketing e social media sono diventati pilastri della lead generation moderna.

Cos’è la lead generation e perché è fondamentale

La lead generation non è altro che il processo di raccogliere i contatti di persone interessate alla tua attività, che poi puoi trasformare in clienti veri. 

Semplice a dirsi, ma fondamentale a farsi: senza contatti, ogni tua campagna, post social o sforzo di marketing rischia di essere come parlare al vento.

Immagina questa situazione: hai un negozio di prodotti artigianali. Pubblicare foto su Instagram va bene, ma se i tuoi follower cambiano algoritmo, non vedono più i tuoi contenuti o semplicemente non reagiscono, hai perso tempo. 

Se invece hai una lista email di persone che hanno già mostrato interesse, puoi contattarle direttamente, parlare dei tuoi nuovi prodotti, offerte o eventi, senza intermediari.

Esempio concreto

Maria ha aperto una piccola pasticceria a Milano. 

Ha iniziato raccogliendo contatti tramite un modulo sul suo sito e una piccola guida gratuita “5 ricette di biscotti da fare a casa”. 

In tre mesi aveva più di 200 iscritti alla sua newsletter e ha trasformato circa il 20% di loro in clienti che venivano a comprare direttamente in negozio. 

Senza questa lista, avrebbe dovuto affidarsi solo al passaparola e ai social, con risultati molto più incerti.

Benefici principali della lead generation

  • Contatto diretto e personale: puoi parlare ai tuoi potenziali clienti senza filtri.

  • Indipendenza dai social: nessun algoritmo decide chi vede i tuoi messaggi.

  • Fidelizzazione: puoi instaurare una relazione duratura con chi ti segue.

  • Misurabilità: puoi capire cosa funziona e cosa no, migliorando ogni invio.

Errori comuni da evitare

  • Pensare che basti avere un modulo: la lista va curata, con contenuti utili e invii regolari.

  • Comprare contatti o usare elenchi generici: portano solo problemi legali e scarsa conversione.

  • Ignorare la privacy: ogni modulo deve rispettare il GDPR, con consenso chiaro e trasparente.

Like sui social vs. contatti reali: qual è la differenza?

Un like su Facebook o Instagram è come un sorriso veloce da parte di uno sconosciuto per strada: piacevole, ma non significa che quella persona entrerà davvero nel tuo negozio o comprerà i tuoi servizi.

Avere tanti follower o like può dare soddisfazione, ma la verità è che non garantisce vendite. 

I social sono ottimi per farsi conoscere, ma hanno due grandi limiti:

1. Non possiedi i tuoi follower

Se domani l’algoritmo cambia (o peggio, chiude il tuo account), perdi in un attimo tutta la tua visibilità.

2. L’engagement è spesso basso

Puoi avere mille follower, ma se solo in dieci vedono i tuoi post, quante reali possibilità di vendita hai?

I contatti reali

I contatti reali, invece, sono persone che ti hanno lasciato la loro email volontariamente. 

Questo significa che:

  • hanno già dimostrato interesse verso la tua attività,

  • puoi raggiungerli direttamente nella loro casella di posta,

  • non dipendi da piattaforme esterne.

Un contatto reale  è un impegno: significa che una persona ti lascia la sua email perché è davvero interessata a ciò che fai. 

È come se dicesse: “Voglio sapere di più da te, scrivimi quando hai qualcosa di interessante.”

E la differenza è enorme:

  • I like non si possono convertire direttamente in vendite.

  • I contatti, se ben coltivati, diventano clienti paganti e spesso anche ambasciatori del tuo brand.

In altre parole: i social sono un ottimo canale per farsi conoscere, ma i contatti sono ciò che ti permette di costruire un legame stabile e duraturo.

I contatti sono un patrimonio.

⚖️ Perché la lead generation funziona meglio dei social

I social sono utilissimi per farsi conoscere, ma presentano due grandi limiti:

  • Instabilità. Un algoritmo cambia e improvvisamente i tuoi post raggiungono metà delle persone di prima. Con l’email, invece, il messaggio arriva direttamente nella casella di chi ti ha dato fiducia.

  • Relazione diretta. Su un social sei “uno tra tanti” nel feed, mentre una mail è più intima: si apre in uno spazio personale e può essere letta con calma.

  • Personalizzazione. Le piattaforme di email marketing permettono di chiamare una persona per nome, segmentare per interessi e inviare offerte mirate. Cosa che sui social è molto più difficile e costosa.

👉 In breve: i social sono ottimi per generare attenzione, ma le email servono per trasformare quell’attenzione in relazioni e vendite concrete.

🛠️ Mini-case: un artigiano che scopre la forza della newsletter

Un piccolo artigiano del legno aveva un laboratorio e una pagina Facebook con tanti follower, ma gli ordini erano sporadici. 

Decide di provare a raccogliere email offrendo un piccolo regalo digitale: un PDF gratuito con consigli su “Come scegliere mobili artigianali che durano nel tempo”.

In tre mesi raccoglie circa 120 contatti. Non sembrano tanti, ma:

  • una parte di queste persone inizia a ricevere foto dei nuovi lavori,

  • alcuni rispondono direttamente alle sue mail con domande,

  • nel giro di poco ottiene 5 ordini su misura, di valore medio superiore ai 500 €.

Risultato? Con una lista piccola ma interessata, ha generato entrate regolari e clienti più fedeli rispetto a quelli che lo seguivano solo sui social.

I vantaggi della lead generation per piccole imprese e freelance

Spesso si pensa che la lead generation sia una strategia per grandi aziende. 

In realtà è l’opposto: per piccole imprese, negozi locali e freelance è ancora più importante, perché permette di:

1. Costruire relazioni personali

Una newsletter fatta bene può diventare una chiacchierata tra te e i tuoi clienti, creando fiducia.

Una piccola impresa può comunicare con un tono diretto, autentico e umano, creando fiducia.

2. Ottimizzare le risorse

Con budget limitati, è meglio investire su canali che danno ritorno concreto piuttosto che inseguire “vanity metrics” come i like.

Raccogliere contatti e inviare email costa molto meno di campagne pubblicitarie continue sui social.

3. Crescere in modo costante

Ogni nuovo contatto è un seme: anche con pochi iscritti puoi iniziare a vendere e, nel tempo, vedere crescere la tua community.

Non serve avere migliaia di contatti; anche una lista di 100 persone ben curate può portare risultati concreti.

4. Differenziarti dai concorrenti

Molti piccoli business non curano la loro lista contatti: se lo fai tu, hai subito un vantaggio competitivo.

5. Target preciso

Invece di parlare a tutti, ti rivolgi solo a chi ha già mostrato interesse, aumentando le probabilità di vendita.

6. Continuità

Anche se non puoi postare ogni giorno sui social, la tua newsletter mantiene vivo il rapporto con i clienti.

📌 Mini-case: una fotografa con una lista piccola ma efficace

Immagina una fotografa freelance che lavora soprattutto con ritratti professionali.

All’inizio si affidava solo a Instagram: tante visualizzazioni, qualche “mi piace”, ma pochi clienti reali.

Decide quindi di inserire sul suo sito un semplice form:

👉 “Scarica la mia guida gratuita su come prepararti al meglio per il tuo servizio fotografico”.

In poche settimane raccoglie una cinquantina di email.

Poche?

Non proprio.

Tra quelle persone, dieci la contattano per informazioni e tre diventano clienti.

Risultato:

  • grazie alla sua piccola lista ha avuto nuovi incarichi concreti,

  • ha instaurato un contatto diretto con persone realmente interessate,

  • ogni mese può continuare a scrivere alla sua community, senza dipendere dagli algoritmi social.

Questo esempio mostra che non serve avere migliaia di contatti: anche una lista piccola, ma qualificata, può diventare la base per un flusso di clienti costante.

📧 Perché l’email è ancora il canale più redditizio

Ogni anno nascono nuovi canali: social emergenti, app di messaggistica, piattaforme sempre più “smart”. 

Eppure, l’email marketing resiste ed è ancora oggi uno degli strumenti più efficaci per vendere e creare relazioni.

Ecco perché:

1. Arriva direttamente alle persone

Non dipende da algoritmi che decidono chi vede o meno il tuo contenuto: se scrivi, il messaggio arriva nella casella del destinatario.

2. Ha un ritorno altissimo sull’investimento

Secondo varie ricerche internazionali, per ogni euro investito in email marketing si possono generare in media tra i 30 e i 40 euro di ritorno.

È uno dei canali più profittevoli in assoluto.

Non è solo una sensazione: i numeri parlano chiaro.

  • Secondo varie ricerche internazionali, il ROI medio dell’email marketing è tra i 30 e i 40 € per ogni euro investito.

  • In altre parole, se investi 100 € in una campagna email ben fatta, puoi aspettarti un ritorno potenziale di 3.000–4.000 €.

  • Nessun altro canale di marketing digitale offre un rendimento così costante e misurabile.

Stando al recente report “State of Email 2025” di Litmus, il ritorno medio sull’investimento nell’email marketing varia tra 10 $ e 36 $ per ogni 1 $ speso, e il 30% delle aziende raggiunge performance ancora migliori — fino a 36:1 o 50:1.”

3. Crea un rapporto personale

Una mail ben scritta non è un post generico: è un messaggio che parla a una persona precisa, con il suo nome e i suoi bisogni.

4. Funziona a lungo termine

Un post sui social ha una vita di poche ore, una mail può essere aperta anche giorni dopo e conservata.

5. È accessibile a tutti

Non serve un budget enorme o strumenti complicati: bastano un form di iscrizione, un software semplice e la voglia di comunicare con autenticità.

👉 In altre parole: l’email è la tua linea diretta con i clienti.

Non è un fuoco d’artificio che dura un attimo, ma un filo che puoi mantenere acceso nel tempo, costruendo fiducia e stabilità.

✨ Dal “perché” al “come”

Ora che abbiamo chiarito quanto l’email marketing possa fare la differenza, la domanda è: come si parte davvero, senza perdersi in complicazioni tecniche?

La buona notizia è che non serve essere esperti di informatica né avere centinaia di contatti già pronti.

Anche una piccola lista iniziale può diventare un seme prezioso, se coltivata bene.

Nei prossimi paragrafi ti guiderò passo dopo passo:

  1. come raccogliere i primi indirizzi email,

  2. quali strumenti semplici e gratuiti puoi usare,

  3. come inviare le tue prime comunicazioni senza stress.

📌 Obiettivo: farti mettere in pratica già da oggi i primi movimenti concreti di lead generation, anche se parti da zero.

1️⃣ Scegliere lo strumento giusto per raccogliere i contatti

Quando senti parlare di “lead generation” o “email marketing”, potresti immaginare software complicati e costosi. 

In realtà, per partire bastano pochi strumenti semplici e (spesso) gratuiti.

Per iniziare a fare lead generation non ti serve un software complicato o costoso. 

Bastano due strumenti semplici, se hai il sito internet (consigliatissimo il sito internet per diversi motivi), che puoi collegare facilmente al tuo sito WordPress:

Continua a leggere, se non hai il sito internet. Ti prospetto diverse soluzioni nel caso non lo avessi.

Quindi, dicevamo, come collegare il tuo sito internet:

🔹 Un form di iscrizione

Se hai già un sito WordPress, puoi usare Fluent Forms (un plugin molto leggero e intuitivo) per creare moduli di iscrizione alla tua newsletter.

  • Puoi inserire un piccolo box in homepage, sotto agli articoli del blog o in una pagina dedicata.

  • Le persone inseriscono nome ed email, e tu inizi a costruire la tua lista.

  • Si integra facilmente con servizi di email marketing come MailerLite.

👉 È perfetto se vuoi che il sito diventi il “cuore” della raccolta contatti.

È il punto di partenza. 

Puoi inserirlo sul tuo sito (in homepage, nella sidebar, sotto gli articoli del blog).

  • Con Fluent Forms puoi creare moduli personalizzati in pochi clic.

  • Puoi aggiungere campi base (nome + email) senza appesantire il form.

🔹 Un software di email marketing

Una volta raccolti i primi contatti, ti serve un sistema per gestirli.

MailerLite è uno dei più semplici (ed economici) sul mercato, con piano gratuito fino a 1.000 iscritti.

Con MailerLite puoi:

  • creare una lista contatti ordinata,

  • scrivere e inviare newsletter dall’aspetto professionale,

  • impostare una prima automazione base (es. email di benvenuto automatica).

👉 Così i tuoi iscritti ricevono subito un messaggio anche quando tu sei occupata/o.

  • MailerLite è una delle soluzioni più semplici e con piano gratuito fino a 1.000 contatti.

  • Ha interfaccia intuitiva, template pronti e si integra bene con WordPress.

  • Ti permette di inviare la tua prima newsletter in meno di un’ora.

🔹 Altri strumenti entry-level

Se non ti piace MailerLite, esistono alternative valide come Brevo (ex Sendinblue), Mailercloud o Mailchimp (anche se un po’ meno intuitivo per i principianti).

La cosa importante non è lo strumento in sé, ma iniziare con quello che ti fa sentire più a tuo agio.

👉 Il trucco è iniziare semplice.

Non ti serve subito una piattaforma complessa come HubSpot o ActiveCampaign.

Parti con un sistema leggero (Fluent Forms + MailerLite), che puoi imparare a usare in autonomia.

📌 Consiglio pratico: decidi dove posizionare il primo form di iscrizione.

Un buon punto è alla fine degli articoli del blog, con un invito chiaro tipo: “Vuoi ricevere consigli pratici per far crescere la tua attività? Iscriviti qui sotto.”

✅ Checklist di base per partire subito

Prima di scrivere la tua prima newsletter, assicurati di avere:

  • 📧 Un’email con dominio professionale (es. info@tuaattività.it, più professionale rispetto a  Gmail/Libero).

  • 📝 Un modulo di iscrizione attivo (sul sito o landing page).

  • 👥 Una lista contatti anche piccola (bastano i primi 10 iscritti veri!).

  • ✉️ Un primo messaggio: breve, accogliente, che spiega cosa invierai e ogni quanto.

📌 Consiglio pratico: non aspettare di avere la “lista perfetta” per iniziare.

Anche con pochi contatti reali, il tuo lavoro ha già valore.

Non tutte le attività hanno (o vogliono avere subito) un sito internet.

Fare lead generation anche senza sito

Ecco alcune alternative pratiche:

🔹 Landing page gratuite con software di email marketing

Consiglio sempre di avere un proprio sito internet.

Nel caso non potessi averlo per i motivi più disparati, eccoti diverse soluzioni, tra queste:

Molti strumenti (come MailerLite, Mailchimp, Brevo) ti permettono di creare pagine di iscrizione pronte ospitate direttamente da loro.

  • Non hai bisogno di un dominio tuo.

  • Ti danno un link personalizzato che puoi condividere ovunque (social, WhatsApp, QR code).

🔹 Form o link diretti dai social

  • Puoi inserire il link alla tua landing page nella bio di Instagram o nella pagina Facebook.

  • Oppure creare post con invito all’iscrizione.

  • In questo modo usi i social come “porta d’ingresso”, ma i contatti finiscono nella tua lista (non restano prigionieri di Facebook o Instagram).

🔹 QR code offline

Se lavori molto sul territorio (artigiano, consulente, negozio fisico) puoi creare un QR code collegato alla tua landing page.

  • Lo stampi su volantini, biglietti da visita, packaging.

  • Chi lo scansiona può iscriversi subito alla tua lista.

✍️ Come creare il tuo primo modulo di iscrizione

Il modulo di iscrizione è la porta d’ingresso alla tua newsletter: deve essere semplice, visibile e invogliare la persona a lasciare il suo contatto.

🔹 Dove posizionarlo sul sito

Per aumentare le probabilità che venga compilato, posiziona il modulo nei punti strategici del tuo sito:

Homepage:

subito sotto l’introduzione o in una sezione dedicata (“Resta in contatto con noi”).

Articoli del blog:

alla fine di ogni post o in mezzo al testo come box colorato.

Sidebar:

ideale se il tuo sito ha una colonna laterale, resta sempre visibile mentre si legge.

Footer:

discreto ma utile, soprattutto se l’utente arriva fino in fondo alla pagina.

👉 Ricorda: meglio pochi moduli ben distribuiti che tanti nascosti.

🔹 Call to action efficace

La frase che accompagna il modulo è fondamentale.

Deve far capire subito cosa riceverà l’iscritto e perché conviene farlo.

Ecco alcuni esempi concreti che funzionano:

  • “Iscriviti e ricevi ogni settimana consigli pratici per far crescere la tua attività.”

  • “Unisciti alla community e scarica subito la mini-guida gratuita [tema utile].”

  • “Vuoi più clienti senza impazzire coi social? Inizia dalla nostra newsletter.”

  • “Resta aggiornata con idee, esempi e strumenti per il tuo lavoro.”

👉 Evita call to action generiche tipo “Iscriviti alla newsletter” senza spiegare il valore.

🔹 Errori da evitare

Molti si scoraggiano non per il contenuto della newsletter, ma per come appare il modulo.
Ecco cosa non fare:

  • Chiedere troppi dati: bastano nome ed email. Ogni campo extra fa perdere iscritti.

  • Moduli impersonali: un box freddo con scritto solo “newsletter” non invoglia nessuno.

  • Dimenticare la privacy: inserisci sempre la spunta (GDPR) con link alla tua informativa.

  • Nessun feedback dopo l’iscrizione: fai comparire un messaggio di conferma o invia subito una mail di benvenuto.

📌 Consiglio pratico

Pensa al modulo come a un piccolo biglietto da visita online. 

Deve dare fiducia e far capire subito che quello che offri è utile e concreto.

✉️ Il primo messaggio da inviare ai contatti

Il primo contatto via email è fondamentale: è il momento in cui trasformi un semplice indirizzo in una relazione reale e fidata.

🔹 Email di benvenuto: struttura e tono

La welcome email deve essere breve, chiara e accogliente. Ecco una struttura semplice:

1. Saluto personale

  • Usa il nome dell’iscritto, se lo hai raccolto.

  • Es.: “Ciao Maria, benvenuta nella community di SpazioImpresa!”

2. Ringraziamento per l’iscrizione

  • Fai capire che apprezzi la fiducia.

  • Es.: “Grazie per esserti iscritta alla nostra newsletter: sei ufficialmente tra i primi a ricevere consigli pratici per far crescere la tua attività.”

3. Cosa riceverà l’utente

  • Spiega in poche righe che tipo di contenuti invierai e con quale frequenza.

  • Es.: “Ogni settimana riceverai guide, esempi pratici e strumenti semplici per migliorare il tuo business, direttamente nella tua casella di posta.”

4. Invito all’azione

  • Puoi inserire subito il bonus promesso, come PDF, checklist o guida.

  • Es.: “Scarica subito la tua checklist gratuita: 5 passi per raccogliere i primi contatti.”

5. Chiusura amichevole

  • Mantieni un tono umano e leggero.

  • Es.: “A presto, Rossella – SpazioImpresa”

🔹 Offrire valore subito

  • Il primo messaggio non deve mai essere solo promozionale: dai qualcosa di concreto.

  • Idee di bonus immediati:

    • Checklist pratica da scaricare

    • Mini-guida PDF con consigli operativi

    • Modello di email o template per attività simili

    • Video breve con suggerimenti pratici

👉 Questo serve a dimostrare subito che iscriversi conviene e rafforza la fiducia.

🔹 Evitare spam: chiarezza e consenso

  • Includi sempre chi sei e perché l’utente riceve questa email.

  • Mai inviare messaggi a persone che non hanno dato il consenso esplicito.

  • Usa un linguaggio chiaro, evita promesse esagerate e link sospetti.

  • Inserisci sempre un link per disiscriversi facilmente: questo aumenta la fiducia e riduce segnalazioni di spam.

📌 Consiglio pratico

Pensa alla welcome email come alla prima stretta di mano con un nuovo contatto: breve, cordiale e utile.

Strategie semplici per aumentare gli iscritti

Una volta creato il tuo primo modulo, arriva la domanda più importante: come portare le persone a iscriversi?

La buona notizia è che non serve un budget enorme o tecniche complicate: bastano piccoli accorgimenti per trasformare la tua lista in una risorsa che cresce nel tempo.

🎁 1. Offri un lead magnet irresistibile

La regola d’oro è semplice: perché qualcuno dovrebbe lasciarti la sua email? Perché in cambio riceve qualcosa di utile e immediato.

Esempi concreti:

  • Una checklist pratica (es. “5 step per gestire meglio il tuo tempo”).

  • Un mini ebook o guida breve (es. “Come scegliere il nome giusto per la tua attività”).

  • Uno sconto o un piccolo bonus per chi compra online.

  • Un contenuto esclusivo, non disponibile altrove.

👉 Il trucco è mantenerlo semplice e immediatamente fruibile.

Nessuno vuole un manuale di 50 pagine: meglio una risorsa rapida e subito applicabile.

🤝 2. Collabora e fai cross promotion

Non sei sola/o: puoi crescere più velocemente se ti allei con altre attività o freelance che hanno un pubblico simile al tuo (ma non concorrente diretto).

  • Organizza una diretta Instagram insieme e invita a iscriversi alla newsletter.

  • Scambia menzioni: tu parli della sua risorsa, lui/lei della tua.

  • Partecipa a iniziative locali (eventi, fiere, workshop) raccogliendo email dal vivo con un modulo digitale.

📲 3. Usa i social per portare iscritti al sito

I social sono ottimi per attirare attenzione, ma ricordati: i follower non sono tuoi.

Per questo è fondamentale portarli “a casa tua”:

  • Inserisci il link al tuo modulo in bio (Instagram, TikTok, LinkedIn).

  • Crea post che parlino del tuo bonus gratuito e invitino a scaricarlo.

  • Usa le storie per ricordare alle persone che possono ricevere qualcosa solo lasciando la loro email.

🍝 4. Caso studio: il ristorante e la ricetta segreta

Un piccolo ristorante di cucina tradizionale aveva pochi clienti nei giorni feriali.

Hanno deciso di creare un lead magnet: un PDF con “La ricetta segreta della nostra focaccia”, scaricabile lasciando l’email.

In pochi mesi hanno raccolto centinaia di contatti:

  • Gli iscritti ricevevano la ricetta + un piccolo sconto per la cena in settimana.

  • Molti curiosi sono diventati clienti abituali, incuriositi dall’assaggio dal vivo.

  • La lista ha permesso al ristorante di promuovere anche nuovi piatti e serate a tema.

👉 Risultato? Più coperti nei giorni vuoti e una relazione stabile con i clienti, non più affidata solo al passaparola.

Idee pratiche di lead magnet efficaci per aumentare gli iscritti

Lead magnetBeneficiEsempio pratico
Checklist “Primi 7 passi per trovare clienti”Valore immediato, facile da leggere, alta conversione perché breve.Freelance marketing: PDF 1 pagina con 7 azioni rapide; CTA “Scarica ora”.
Mini ebook (8–12 pagine)Percezione di autorevolezza, adatto a chi cerca approfondimento.Consulente fiscale: “Guida pratica al regime forfettario 2025”.
Sconto/bonus di benvenutoStimola azione immediata, utile per ecommerce/negozi.Bottega online: codice -10% per il primo acquisto entro 7 giorni.
Template o modello modificabileAltissimo valore percepito, fa risparmiare tempo.Agenzia web: modello di pagina “Chi siamo” in Google Docs/Canva.
Video breve esclusivo (5–8 min)Maggiore engagement, dimostra competenza.Personal trainer: video “3 errori che bloccano il dimagrimento”.
Quiz/test con risultato via emailGiocoso e virale, ottima segmentazione in base ai risultati.Studio brand: “Che tono di voce ha il tuo brand?” con esito + consigli.
Risorsa locale (mappe, guide, ricette)Perfetto per attività territoriali, crea legame emotivo.Ristorante: PDF “La nostra ricetta segreta della focaccia” + coupon feriale.
Calendario/Planner stampabileUtilità quotidiana, resta visibile nel tempo.Parrucchiere: planner appuntamenti + promemoria trattamenti stagionali.
Suggerimento: prometti un risultato specifico e immediato, mantieni il file leggero (1–2 pagine per checklist), e ricorda il link alla Privacy Policy nel modulo.

Conclusione e prossimi passi

Ricorda: i social sono una vetrina utile per farti conoscere, ma la tua lista email è il vero patrimonio digitale della tua attività.

I follower possono cambiare piattaforma o dimenticarsi di seguirti, mentre i contatti nella tua lista restano tuoi per sempre, pronti a ricevere i tuoi aggiornamenti, offerte e contenuti.

Non aspettare di avere numeri enormi per iniziare: anche con soli 10 iscritti attivi e interessati puoi costruire un rapporto autentico e generare risultati concreti.

È molto meglio avere pochi contatti motivati che mille “like vuoti” che non si trasformano mai in clienti.

👉 Vuoi scoprire altre strategie per far crescere la tua attività passo dopo passo?

Dai un’occhiata alla nostra Guida completa per avviare e far crescere la tua attività.

Ricapitolando:

Checklist operativa: Lead generation in 7 passi

Segui questi step pratici per iniziare subito a raccogliere contatti e inviare le tue prime email in modo semplice.

✔ AzioneDettagli pratici
1. Definisci l’obiettivoVuoi raccogliere iscritti per offerte, news, eventi o consulenze? Scrivilo chiaro.
2. Crea il modulo di iscrizioneUsa Fluent Forms o altro tool per raccogliere email in modo semplice.
3. Collega il modulo a MailerLiteIntegra il form con la lista contatti per non perdere nessuna iscrizione.
4. Prepara l’email di benvenutoScrivi un messaggio amichevole, ringrazia e offri subito valore (es. guida o bonus).
5. Offri un lead magnetChecklist, PDF, sconto, ricetta o mini ebook in cambio dell’iscrizione.
6. Promuovi l’iscrizioneInvita dal tuo sito, dai social e con collaborazioni con partner affini.
7. Inizia a inviare newsletterStabilisci una frequenza semplice (es. 1 volta al mese) e sii costante.

Quest’articolo fa parte della rubrica “Come avviare un’attività e farla crescere

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